Raccontare è imparare a dare ascolto
Laboratorio di Medicina Narrativa
top

Perché partecipare



Due giornate tra medicina e antropologia, tra letteratura e storytelling, per imparare, attraverso il racconto, che anche dare ascolto può curare. 




In ogni malattia, prima ancora dell’intervento medico, della terapia, della diagnosi, c’è la parola: la parola di chi soffre.

Da oltre trent’anni, l’antropologia medica e la medicina narrativa mettono in luce l’importanza, nella relazione terapeutica, di questa parola che si fa racconto. Un racconto da accogliere, custodire, capire e, a volte, tradurre.

Per questo, è sempre più necessario, per chiunque lavori o voglia lavorare nel campo della medicina – dai medici agli infermieri, dagli studenti ai volontari –, sviluppare gli strumenti che permettano di comprendere appieno questo racconto, per poi sfruttarne tutte le potenzialità nel processo di cura. 

Ecco come nasce il Laboratorio di Medicina Narrativa "Raccontare è imparare a dare ascolto"

Due giornate, la prima di teoria e la seconda di pratica, la prima di lettura e la seconda di scrittura, tra medicina e antropologia, tra letteratura e storytelling, per imparare, attraverso l'arte del racconto, che anche dare ascolto può curare.

bottom
top

Obiettivi e programma



Programma

Venerdì 6 maggio dalle 9:00 alle 17:00

Mattina
Introduzione teorica: l’antropologia della malattia e la
medicina narrativa, da François Laplantine a Byron J. Good,
da Marc Augé a Rita Charon. Il campo del malato e il campo
del medico: due mondi, e due linguaggi, a confronto.

Pomeriggio
La letteratura come chiave d’accesso al mondo del malato. Leggere per ascoltare. La tecnica dell’indiretto libero per capire «chi dice cosa».

“Raccontami di te”:  progetto sulla conoscenza ed applicazione della Medicina Narrativa in Oncologia. L'esperienza nell'Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, Roma.



Sabato 7 maggio dalle 9:00 alle 17:00

Esercizi di scrittura: imparare, raccontando, a mettersi
dal punto di vista dell’altro e ad ascoltare se stessi.
La sofferenza come apertura terapeutica, e la possibilità
dell’inciampo. Il male visto e il male vissuto.
A chi è rivolto?

A medici, infermieri, studenti, volontari e a tutti coloro che sono a contatto con i pazienti o che vogliano approfondire l'arte del raccontare.

Il docente

Christian Delorenzo, editor e redattore. Ha lavorato per Atlas, Rizzoli, Einaudi. Si occupa di ricerca sui racconti di malattia per l'Université Paris-Est.

Con la partecipazione di Maria Cecilia Cercato, Istituto Nazionale Tumori “Regina Elena”, Roma.

bottom